parti del tenore

LE QUATTRO PARTI DEL TENORE

Il tenore è un particolare tipo di coro nel quale si distinguono chiaramente quattro parti. Per ciascuna parte è richiesto un forte grado di specializzazione e un lungo apprendistato. Ciascuna parte è caratterizzata dal fatto di cantare in un diverso registro vocale (cosa che accade in diversi tipi di coro) ma a questo si aggiunge la diversa tecnica di emissione vocale. Il timbro rappresenta uno degli elementi che assumono maggiore importanza nella pratica del canto a tenore. Questo è talmente caratterizzante che è considerato uno degli elementi che identificano il cantore stesso, l’intero gruppo e anche l’appartenenza a una determinata comunità. Le quattro parti de su tenore (del coro) non possono essere raddoppiate (come sovente accade nei cori polifonici), esse hanno denominazioni specifiche: boghe, bassu, contra e mesu boghe.



Sa boghe

Sa boghe è il solista del gruppo, intona il canto fissandone l’altezza, l’andamento ritmico e il tempo. Sa boghe determina la durata del canto quindi anche le modalità di chiusura o il passaggio da un genere ad un altro genere senza soluzione di continuità. È quasi sempre l’unica parte a pronunciare il testo verbale del canto mentre le altre parti emettono solo dei suoni attraverso la pronuncia di sillabe nonsense. Essa ha un ruolo leader e determina buona parte della qualità di una performance. Infatti le altre possono solo seguire il suo canto ed eseguire i passaggi che sa boghe chiama ed impone.



Sa contra

Sa contra è la parte centrale del tenore, canta in un registro vocale che corrisponde all’incirca a quello del baritono nei classici cori polifonici. Nell’accordo base formato con le altre parti del tenore si colloca in intervallo di quarta al di sotto della nota cardine della boghe e, di conseguenza, in intervallo di quinta al di sopra del bassu. I suoi movimenti melodici sono limitati e dipendono dallo stile di canto locale (moda); si tratta di movimenti limitati, di un grado verso il basso o verso l’alto, che modificano l’accordo rendendo più vario il canto e contribuendo a modificare il timbro del tenore. Il suono della contra è gutturale, ottenuto attraverso la contrazione della laringe. Esso appare metallico, netto, privo di inflessioni nasali, senza le vibrazioni del graffiato del bassu. In funzione della tecnica utilizzata, della sua padronanza e delle caratteristiche fisiche del cantore, sa contra può essere interpretata in modo personale e ciascun cantore possiede un proprio stile (detto traju). Su traju del singolo si inserisce però all’interno di una gamma di possibilità interpretative, sia timbriche che melodiche, determinate da sa moda locale, ovvero dallo stile complessivo della comunità.



Su bassu

Su bassu (il basso) è la parte più grave del tenore. Canta emettendo sillabe nonsense ad un’altezza che si colloca un’ottava sotto quella della nota cardine fornita da sa boghe. I suoi movimenti melodici sono rarissimi o in molte tradizioni locali pressoché inesistenti; mantenendo una nota fissa o ribattendo ritmicamente questa nota, su bassu fornisce una sorta di pedale, una base sonora costante per le altre parti che si muovono in accordo. Il timbro de su bassu è gutturale, aspro e graffiato. Esso è ottenuto dall’emissione tramite le corde vocali della medesima nota proposta sa boghe e dalla contemporanea vibrazione controllate delle altre parti accessorie dell’apparato fonatorio che “sporcando” il suono delle corde vocali ne tagliano periodicamente i picchi, dimezzando di fatto la frequenza e portando la nota sull’ottava inferiore. A seconda del cantore o delle tecniche di emissione che caratterizzano gli stili locali (modas) il suono può essere più profondo (con netta o totale prevalenza della nota grave) oppure in latri casi più nettamente difonico (ovvero sono percepibili entrambe le note in intervallo di ottava). In funzione della profondità della vibrazione dell’apparato fonatorio, dei movimenti dell’apertura orale o della risonanza nella cavità toracica si ottengono timbri molto differenti tra loro, con il sapiente uso dei quali i cantori tendono ad enfatizzare le diverse frequenze armoniche in funzione del risultato sonoro complessivo del coro e in coerenza con i valori estetici della tradizione locale.



Sa mesu boghe

Sa mesu boghe è la parte più acuta del tenore (coro) e la sua altezza, nell’accordo base del canto, si colloca in intervallo di terza maggiore al di sopra della nota cardine della boghe. È questa la parte alla quale sono concessi i maggiori margini di movimenti melodici. I movimenti più classici sono quelli caratterizzati dal movimento verso l’alto di uno o due gradi per portarsi intervallo di quarta o di quinta sulla nota cardine della boghe. Tali movimenti possono essere ascendenti o discendenti e la nota sull’intervallo di terza maggiore è sempre la più grave della scala. I movimenti melodici della mesu boghe sono dipendenti anch’essi dallo stile esecutivo locale (moda) e dallo stile personale del cantore (traju). Non mancano i casi di modas (stili paesani) o trajos (stili personali) nei quali sa mesu boghe si muove con maggiore libertà fino a raggiungere l’intervallo di sesta o addirittura di settima rispetto alla nota cardine dell’accordo proposta dalla boghe. Grazie al maggiore grado di libertà la mesu boghe svolge un importante ruolo di ornamentazione ed abbellimento all’interno del tenore.