Il cinema

Storia del cinema

Gli albori e i primi successi

Il cinématographe Lumière

La cinematografia nasce il 28 dicembre 1895 quando i fratelli Lumière proiettarono davanti a un pubblico pagante e attraverso un apparecchio di loro invenzione (cinèmatographe), scene di vita quotidiana, come per esempio l’arrivo di un treno in stazione.
Già Thomas Edison negli USA aveva sviluppato una forma di cinepresa molto simile a quella dei fratelli Lumière, con la differenza sostanziale che solo uno spettatore per volta poteva osservare, tramite un visore, l'alternanza delle immagini impresse sulla pellicola. Per questo motivo Edison rivendicò il diritto esclusivo all’uso della cinepresa e ricorse a una battaglia giudiziaria per impedire l’utilizzo del cinèmatographe negli USA.
A seguito della liberalizzazione del mercato e di un incendio che colpì duramente i Lumière, essi furono costretti a vendere i diritti del cinèmatographe a Charles Pathé.
In questi anni il cinema (che inizialmente nasce come documentario per riprendere fatti di cronaca, guerre, cerimonie, competizioni sportive…) riscosse grande successo di pubblico con film come il Viaggio nella luna (1902) di Georges Méliès , padre del cinema di finzione, il quale fu il primo a sfruttare le possibilità espressive del cinema e a utilizzarlo come vera e propria forma d’arte. Si iniziò quindi a sperimentare i primi effetti speciali, con registi appunto come Méliès che faceva apparire e sparire personaggi e oggetti, con le sovrimpressioni e le prime animazioni di oggetti.

il Viaggio nella luna di Georges Méliès (1902)

A quei tempi il sonoro ancora non era ben sviluppato e la storia veniva narrata necessariamente da un narratore o imbonitore presente in sala; inoltre si riteneva più interessa mostrare l’aspetto estetico del film, attraverso gli effetti speciali che raccontare una storia. Per questo spesso le scene erano tra loro disconnesse e disorganizzate, con incongruenze e salti temporali.
Nel 1905 nascono negli Stati Uniti le prime sale di proiezioni: il costo dei biglietti erano bassi in modo da essere accessibili alla classe operaia e le famiglie iniziarono a utilizzare il cinema come mezzo di svago e di divertimento.
In queste sale era impensabile la presenza di un narratore che narrasse le vicende della storia. Per questo motivo i film iniziarono ad avere le prime didascalie e contenuti più semplici ed espliciti.


Nascita delle star

Rodolfo Valentino

Con i successi del cinema muto gli investitori si accorsero che la produzione di film poteva essere un vero e proprio affare. Notarono subito che gli spettatori si affezionavano agli attori che vedevano sullo schermo, così iniziarono a promuovere quelli più apprezzati pagandoli cifre spropositate per farli recitare nei loro film.
Nacquero così le prime stelle del cinema. Essi non dovevano avere doti particolari oltre che piacere al pubblico, in quanto il cinema muto era caratterizzato da una recitazione molto teatrale e senza appunto l’utilizzo della voce.
Queste star (come ad esempio Rodolfo Valentino) iniziarono ad essere idolatrati dagli spettatori, che andavano a vedere più volentieri film con protagonisti i loro beniamini.


Introduzione del sonoro

Il cantante di jazz (1927)

L’uso del sonoro sincronizzato alle immagini era già stato sperimentato da Thomas Edison ma quando si arrivò ad ottenere risultati di qualità, le sale cinematografiche erano già predisposte per la produzione di film muti e non venne considerato conveniente il cambiamento verso il sonoro.
Solo nel 1926 la Warner Bros, sull’orlo del fallimento, decise di tentare di risollevarsi e produsse il primo film sonoro: Il cantante di jazz di Al Jolson (1927) che riscosse un grandissimo successo di pubblico e dimostrò che gli spettatori preferivano ascoltare la voce degli attori.
La tecnica venne perfezionata ulteriormente nel 1930 con il doppiaggio e la sonorizzazione.
Con lo sviluppo del sonoro nacquero anche nuovi generi cinematografici come il Musical e la recitazione delle star del tempo si rilevarono troppo teatrali e esagerate. Nacquero così una nuova generazione di attori più talentuosi e adatti alla recitazione dei film sonori.


Hollywood

L'insegna di Hollywood

In un primo tempo i centri cinematografici erano stabiliti a New York e a Chicago, ma poi, preferendo il clima più caldo, gli affaristi decisero di trasferire le loro sedi a Los Angeles in California.
Nasce così nei primi anni ’10 Hollywood, sobborgo dove si vanno a insediare nel giro di pochi anni le più grande case di produzioni cinematografiche (es: Universal, MGM…).
La guerra mondiale incrementò la popolarità del cinema grazie alle varie propagande mentre l’Europa incontra una crisi cinematografica che provocò l’acquisto dei mercati europei da parte di Hollywood. L’America diventa così il più grande produttore di film al mondo.


Via col vento di Victor Fleming (1939)

La più grande rivoluzione di quegli anni fu la produzione di film a colori, con la rivoluzione del Technicolor che però a causa degli alti costi di realizzazione, venne usato solo per film di elevato prestigio, come il celeberrimo Via col vento di Victor Fleming (1939).
Intanto, a seguito della guerra e della Grande depressione, si vanno ad affermare generi come il noir, il western, il gangster-movie e i thriller. Grande successo riscuotono i musical con i grandi Fred Astaire e Ginger Rogers che aiutano lo spettatore ad evadere dalla realtà.
Si vanno poi ad affermare in questo periodo attori come Cary Grant, Henry Fonda e Gary Cooper.


James Dean

Nel 1942 viene girato da Michael Curtiz Casablanca, film romantico, che ha saputo però affrontare a testa alta la questione della guerra, della resistenza partigiana e dell'avanzata nazista.
Cambia in questi anni la concezione di star e di divo grazie ad attori come James Dean, Marlon Brando, Burt Lancaster e Kirk Douglas che portano sul grande schermo una rappresentazione più veritiera della realtà di quegli anni. I cambiamenti coinvolgono anche i soggetti cinematografici, che trattano temi come la delinquenza giovanile (Gioventù bruciata di Nicholas Ray, 1955 ), la vita quotidiana dell’uomo di ceto sociale medio (Uomo dal vestito grigio di Nunnally Johnson, 1956).


Guerre stellari di George Lucas (1977)

Negli anni ‘60/’70 si affermano registi più audaci come Stanley Kubrick, Woody Allen, Francis Ford Coppola, Martin Scorsese e Robert Altman e attori come Jack Nicholson, Dustin Hoffman, Meryl Streep e Robert De Niro.
Dopo gli anni ’70 esplose il cinema d’intrattenimento di genere catastrofico e fantascientifico con film come Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), E.T. (1982) e del film degli anni ’90 Jurassic Park (1993) di Steven Spielberg e della celebre trilogia di Guerre stellari di George Lucas (1977).
Gli anni ’80 e ’90 introducono una nuova generazione di registi come Quentin Tarantino, Tim Burton, i Fratelli Coen e David Lynch.


Il cinema in Europa

Vittorio De Sica

In Europa alla fine della Seconda Guerra Mondiale nacquero in molte nazioni diverse scuole di cinema. Diviene importantissimo il neorealismo italiano con registi come Luchino Visconti, Pietro Germi, Roberto Rossellini e Vittorio De Sica e film come Roma città aperta, Sciuscià e Ladri di biciclette.
A seguito del periodo del neorealismo puro, si afferma una nuova generazione di registi come Federico Fellini, Mario Monicelli, Ettore Scola, Pier Paolo Pasolini e Bernardo Bertolucci.
In Francia si sviluppa il movimento della Nouvelle Vague (cinema-verità) che si diffonde e influenza l’intero panorama mondiale. Si affermano registi indipendenti come François Truffaut con il suo I quattrocento colpi, Alain Resnais con Hiroshima mon amour e Jean-Luc Godard con À bout de souffle.
Il cinema diventa soggettivo, personale; il montaggio spesso evita di tagliare tempi morti e i protagonisti volgono spesso lo sguardo verso la cinepresa, cosa vietatissima nel cinema classico, come accade nei film di Jean-Luc Godard e Ingmar Bergman.


Dziga Vertov

Il cinema tedesco è caratterizzato invece da registi pessimisti, che sembrano afflitti da dolori universali e inguaribili.
Il cinema dell'est Europa, ha avuto un rapido sviluppo tra anni '20 e '30 grazie ai russi Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, Dziga Vertov, Vsevolod Pudovkin e Aleksandr Dovženko. I film di quegli anni proiettavano un’immagine positiva del governo bolscevico, immagine talvolta falsa ed imposta dalla censura sovietica. Dopo gli anni '60, i film diventano più critici e ribelli e talvolta sono fortemente censurati dal governo rosso.
Dopo anni di censura a causa della dittatura di Francisco Franco, negli ultimi anni è emerso il cinema spagnolo, cinema fresco e giovane disposto ad affrontare ogni tipo di tematica e ad aprirsi verso prospettive sempre nuove.