Le microespressioni

La verità scritta sul nostro volto

"Esistono dozzine di sorrisi, ognuno diverso dall’altro, nell’apparenza e nel messaggio che esprime." ∼Paul Ekman

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· Che cosa sono? ·

Le principali microespressioni rappresentate a colori

Le microespressioni sono quelle espressioni emozionali del volto che hanno una durata brevissima, ovvero un quarto di secondo.
Quelle che noi siamo abituati a chiamare semplicemente "espressioni", altro non sono che insiemi di tante microespressioni.
Vennero individuate per la prima volta dal dottor Paul Ekman mentre, insieme ai colleghi Friesen e Hager, osservava al rallentatore il video di una paziente psichiatrica intenta a nascondere l'intenzione di suicidarsi: nonostante l'apparente sorriso, per una frazione di secondo si vide la disperazione velata. Iniziarono così studi approfonditi sulle microespressioni come nuova manifestazione dei pensieri latenti.
Si manifestano nel momento in cui una persona cerca di mascherare un'emozione, nel caso in cui lo faccia intenzionalmente si parla di soppressione conscia, se invece è inconsapevole allora si parla di repressione inconscia. Il problema principale consiste nel riconoscimento dell’esistenza o meno di intenzionalità nel nascondere l'emozione all’interno delle espressioni del volto poichè queste circostanze hanno lo stesso identico aspetto, l'unico elemento di aiuto è il contesto.
Sono riconosciute universalmente con le stesse caratteristiche su tutti gli esseri umani, indifferentemente da etnia, cultura o posizione sociale.

· Come si studia un'emozione? ·

Rappresentazione di come la tristezza viene letta dal programma Facial Action Coding System

Nonostante l'apparente facilità di interpretazione, gli studiosi si trovano sempre in disaccordo sulla metodologia più adatta per studiare le emozioni. A partire dalla scoperta delle microespressioni avvenuta negli anni 60 grazie al Dottor Ekman, sono state messe a punto numerose tecniche di rilevazione e di analisi delle espressioni facciali e della relazione con il comportamento del corpo.
Le tecniche che si concentrano sul volto si suddividono in due tipi di studio:
• Gli studi di giudizio riguardano le informazioni veicolate dal comportamento facciale, dalle emozioni che ne derivano e dalla possibilità e dal modo in cui i tratti della personalità vengono espressi dalla mimica facciale.
• Gli studi di misurazione, invece, si concentrano sulla rilevazione dei movimenti, ossia sugli aspetti che non prendono in considerazione ciò che vuole essere comunicato con il comportamento facciale.
Mentre i secondi sono prettamente descrittivi, i primi sono di tipo interpretativo e puntano all'identificazione delle combinazioni di movimento facciali, presumibilmente associate alle emozioni "universali", senza tenere conto dell'intensità del comportamento.
Seguendo questa linea di pensiero, dopo diversi prototipi, nel 1978 Paul Ekman e Friesen hanno elaborato un sofisticato sistema di rilevazione dei muscoli facciali: il Facial Action Coding System (FACS), seguito dall'EM-FACS, che attribuisce un punteggio ad ogni movimento muscolare. Questo sistema considera il volto come un sistema di risposta multidimensionale, che veicola informazioni attraverso diverse classi di segnali. Al fine di categorizzare ogni singolo movimento, Ekman e Friesen hanno preso in considerazione 44 unità fondamentali chiamate Action Units (Unità d'Azione) e grazie a loro si è capito che i muscoli facciali hanno più di 7000 combinazioni possibili.

· Il Dottor Paul Ekman ·

Foto del Dottor Paul Ekman

Paul Ekman è uno psicologo statunitense di importanza mondiale nel campo dell'espressività.
Appassionato dal viso umano fin da giovanissimo, riceve il suo primo dottorato in psicologia clinica nel 1958, per poi cominciare ad insegnare psicologia presso la UCSF medical school (San Francisco) e poco tempo dopo dare inizio agli studi più importanti della sua carriera:
per primo capisce l'importanza delle microespressioni, frutto delle ricerche di Haggard e Isaacs, e grazie allo studio di svariati popoli, in particolare una tribù isolata in Papua Nuova Guinea, giunge ad identificare le sei espressioni universali, derivanti da altrettante emozioni (rabbia, paura, gioia, tristezza, disgusto, sorpresa). Non solo queste espressività sono indipendenti da sesso, etnia e cultura, ma sono state persino riscontrate in molti animali e, come teorizzato da Darwin nel 1872, hanno un preciso scopo evoluzionistico. Locandina del film d'animazione Inside Out
Nel 2009 Ekman è stato nominato una delle cento persone più influenti al mondo dalla rivista newyorkese Time Magazine e dal 2014 è considerato il quindicesimo psicologo più importante del XXI secolo.
E' stato chiamato a collaborare allo sviluppo del film Pixar Inside Out, sul quale scrive anche una "Guida per genitori" alla comprensione delle emozioni dei figli, e viene richiesto come trainer per insegnare al personale dei servizi di Polizia, nazionali ed internazionali, come individuare soggetti pericolosi.
Ekman si è recentemente interessato alle tecniche di rilevazione delle menzogne, ed ha sviluppato un software di rilevamento emozionale chiamato Face Reader, una sorta di "macchina della verità fotografica", ma continua ad affermare che l'uomo rimane ancora insostituibile.

· Usi e curiosità ·

Cinque foto di Ekman che comparate a cinque foto di scimpanzè mostrano come i modi di esprimere le emozioni siano gli stessi tra umani e primati

Gli studi sulle microespressioni hanno trovato la loro utilità nei più svariati ambiti scientifici:
per quanto riguarda la criminologia, durante gli interrogatori sono utili a capire quali domande siano più sgradite ai sospettati così da poterli mettere alle strette più facilmente,
in quanto a zoosemiotica sono state essenziali per comprendere maggiormente le relazioni tra animali e il rapporto uomo-primate (Nella foto vediamo una dimostrazione dello stesso Ekman),
in ambito sociale troviamo molteplici usi in tutti gli ambienti in cui è necessaria empatia come ospedali, scuole e vita quotidiana. Anche solo saper riconoscere ciò che provano le persone con cui interagiamo ci aiuta a rapportarci meglio socialmente.
Ekman ha svolto uno studio sulle persone che hanno subito interventi di chirurgia estetica con conseguente perdita di funzionalità nei muscoli facciali, come l'iniezione di botulino, ed è giunto alla conclusione che a causa della loro minor espressività, suscitano meno empatia nelle persone con cui interagiscono.

Locandina pubblicitaria della serie televisiva Lie to Me, con Tim Roth come attore protagonista

Nel 2009 è stata diretta la serie televisiva Lie to Me, basata sugli studi del Dottor Ekman e sui risvolti nelle scienze forensi. La serie ha come protagonista il Dottor Cal Lightman, scienziato specializzato in cinesica e comportamento umano interpretato da Tim Roth, che mette la sua esperienza al servizio della giustizia, collaborando anche con FBI e servizi segreti. Nella serie sono frequenti riferimenti ai lavori di Ekman e foto scattate da lui stesso a persone realmente esistenti; tra le sue preferite troviamo ad esempio leader colti con espressione di profonda vergogna dopo che gli sono state rivolte domande su un loro eventuale coinvolgimento in scandali...

· Gioca! ·

Tutti gli studiosi sono d'accordo nel dire che esistono sei emozioni di base da cui derivano tutte le possibili microesperessioni.

Trascina le immagini nei riquadri vuoti per sommare le emozioni primarie e scoprire il risultato!

Gioia
Tristezza
Rabbia
Paura
Sorpresa
Disgusto
Più
Uguale