TECNICHE

Tecniche

Introduzione tecniche

Usare la memoria visiva “mentale” per ricordare

Nelle tecniche di memoria si sfrutta la capacità innata di ricordare le immagini creando una visualizzazione mentale di quello che dobbiamo ricordare, e legando ogni immagine alla successiva attraverso azioni o rapporti spaziali.

Nella prima fase crei l’immagine-contesto, cioè la rappresentazione di quello che devi ricordare. Nella seconda fase crei invece le immagini-memoria, cioè quelle immagini che trasportano l’informazione da ricordare.

Cosa ti interessa ricordare?

Leibniz

Conversione fonetica di Leibniz

Questa tecnica è utilizzata per memorizzare dati numerici composti anche da un discreto numero di cifre.

La conversione fonetica di Leibniz è una codificazione che permette di trasformare dati astratti in immagini facili da ricordare, attraverso il procedimento iverso. A ciascun numero da 0 a 9 corrisponde un suono consonantico da imparare.

Questi suoni vengono convertiti in parole e quelle parole sono visualizzabili facilmente. Se ce n’è più di una, vengono connesse fra di loro tramite semplici associazioni. Questo metodo è utile per memorizzare: date storiche, dati geografici, articoli dei codici giuridici, costanti chimico/fisiche, date biografiche, dosaggi farmacologici... Il nostro cervello trova più facile ricordare immagini, colori, odori, a differenza dei numeri.

Il metodo in lingua italiana prevede la conversione secondo la tabella seguente:
Numero Fonemi
1 T, D
2 N, GN
3 M
4 R
5 L, GL
6 C, G dolci
7 C, G, K dure
8 F, V
9 P, B
0 S, SC, Z

I vari suoni consonantici si raggruppano su ciascun numero in maniera omogenea: sull’ 1 ci sono la T e la D, che sono fonemi dentali, sul 2 la N e il suono GN, che sono fonemi nasali, e così via...
Alle vocali non corrisponde nessun numero, vengono inserite a piacere come riempimento.
Le consonanti doppie vanno considerate come un unico suono.

Primo numero: 7 3 9 1 4
Lettere corrispondenti: C M P T R
Parola corrispondente: CoMPuTeR

Secondo numero: 9 4 1 1 5
Lettere corrispondenti: P R T T L
Parola corrispondente: PoRTaTiLe

Quindi la sequenza 7391494115 che abbiamo visto all’inizio, può essere ricordata con le semplici parole “computer portatile”.

Non sempre è possibile ricordare un numero di 10 cifre con solo due parole. Ma è possibile trovare una parola per qualunque coppia di cifre, e per quasi qualunque tripletta. E non è raro trovare parole con cui fare la conversione fonetica anche di 4 e 5 cifre.

Conversione fonetica per “morte di Robespierre: 1794“
Com'è noto, Robespierre è stato ghigliottinato. E quindi una buona immagine contesto potrebbe essere la piazza della ghigliottina durante l’esecuzione. Dobbiamo immaginare la testa di Robespierre che, con un colpo di TaCco (1Ta 7CCo), viene fatta rotolare dal boia verso una BaRa (9Ba 4Ra).

Tecnica dei Loci

Tecnica dei Loci1

Tecnica dei Loci di Cicerone

Questa mnemotecnica viene in aiuto a chiunque debba memorizzare un discorso, composto da più punti.

Nella tecnica dei loci ci sono due punti principali:
  1. Afferrare i pensieri per mezzo delle immagini
  2. Afferrare l’ordine per mezzo dei luoghi

Il primo punto si riferisce alla capacità di trasformare in immagini quello che vogliamo ricordare.
Il secondo punto invece parla proprio dei “loci” o luoghi, da cui prende il nome la tecnica.

Cicerone:

  1. Creava dei percorsi all’interno di spazi che lui conosceva (casa sua, la strada per andare in Senato, e via dicendo)
  2. Identificava in ciascun percorso, una dopo l’altra, delle “stazioni” o stanze
  3. Associava ad ogni stazione una delle immagini che doveva ricordare

In questa maniera era in grado di passare in maniera ordinata da un concetto al successivo, mentre “camminava” nel percorso che si era creato mentalmente.

Usare la tecnica dei loci: l’importanza delle immagini

Abbiamo detto di come sia fondamentale trasformare in immagini i dati da ricordare.
Cicerone, essendo un oratore, doveva ricordare i contenuti concettuali dei suoi discorsi.
Ma qualunque dato può essere trasformato, con le tecniche giuste, in immagine.
Anche numeri (grazie alla conversione fonetica), formule, nomi, e via dicendo.
In questa maniera si sfrutta la grande capacità dell’emisfero destro cerebrale di ricordare le immagini meglio di qualunque altra cosa.

Un micro esercizio di tecnica dei loci

Ipotizziamo di essere Cicerone, e dover fare un discorso dove i primi tre punti sono:
  1. L’importanza dell’educazione dei figli
  2. La scarsa qualità dell’istruzione che dà la scuola
  3. La necessità di potenziare il sistema scolastico

Per prima cosa occorre convertire questi tre concetti in immagini. Potremmo utilizzare:
  1. Immagine di un bambino che studia (importanza dell’educazione dei figli)
  2. Immagine di una scuola che cade in pezzi, con tetto rotto e muri crepati (scarsa qualità dell’istruzione)
  3. Immagine di un professore che solleva pesi (necessità di potenziare il sistema scolastico)

Costruiamo tutte le immagini attacchiamole ai loci.
Diciamo che, essendo Cicerone, abbiamo scelto il percorso da casa al Senato.
  1. Il primo passo potrebbe essere la porta di casa, dove incontriamo un ragazzino che ripassa con un libro in mano. Ecco legata la prima immagine al primo loco, la porta.
  2. La tappa seguente è il giardino di fronte alla casa e nel mezzo del giardino, un tempo vuoto, c’è una scuola diroccata. Ecco la seconda immagine legata al secondo locus, il giardino di casa.
  3. Infine, arriva la Biga trainata da cavalli. Ma il solito posto è occupato da un vecchio professore intento a sollevare pesi. Ed ecco la terza immagine legata al terzo locus, la biga.

Quando devo ripetere il discorso faccio all’inverso: vado alla prima stazione del percorso; vedo l’immagine associata, converto l’immagine nel concetto/pensiero/dato corrispondente.
Poi passo alla seconda stazione e faccio lo stesso, e così via fino alla fine.

Tecnica dei loci per studiare

Ora, la tecnica dei loci può sembrare inutile e arzigogolata se le cose da ricordare sono 3.
Ma quando diventano 30, o 300, o 3000, la Tecnica dei Loci dimostra tutta la sua potenza.
E quando i loci diventano veramente tanti, si possono anche costruire strutture articolate che prendono il nome di palazzi della memoria.
Per molti non c’è differenza fra le espressioni “tecnica dei loci” e “palazzo della memoria”.
Per uno studente, la tecnica dei loci è la regina delle mnemotecniche, e se imparata bene può cambiare radicalmente le capacità di apprendimento ed esposizione delle informazioni.

I vantaggi della tecnica dei loci

Studiare con la tecnica dei loci ti permette:
  • Di memorizzare le informazioni in maniera molto più stabile e ordinata.
  • Di richiamarle alla mente “passeggiando” mentalmente, in tutta tranquillità, in un luogo che conosci alla perfezione. Invece che frugandoti disperatamente nel cervello, come capita qualche volta agli esami.

Il secondo aspetto è importante quanto il primo.
Perché dà la sicurezza che tante volte manca ad un esame.
E infatti chi impara la tecnica dei loci spesso si toglie non solo tante ore di studio, ma anche tanta ansia.

Keyword

Keyword1

Keyword method

Il keyword method è lo strumento più utile per memorizzare nuovi vocaboli in una lingua straniera.
Si tratta semplicemente, come per altre tecniche di memoria, di legare qualcosa di sconosciuto a qualcosa di conosciuto, in maniera tale da rafforzarne il ricordo.

Mettiamo di dover imparare come si dice la parola “muro” in tedesco.
Utilizzando strumenti come Google Translate è possibile vederla scritta e sentirne la pronuncia.
Muro in tedesco si scrive “wand” e ascoltandone la pronuncia vediamo che è più o meno simile a come si scrive: la “w” si pronuncia “v”, e la “d” finale suona più come una “t” che come una “d”.

Vediamo invece come memorizzare “wand” con il Keyword method:
  1. Visualizziamo l’immagine di un muro che conosciamo bene e che sia quindi scolpito nella memoria a lungo termine. Per esempio quello dietro al letto in camera. Questa immagine è la parola/significato, cioè rappresenta il significato della parola che devi imparare.
  2. Adesso scegliamo un'mmagine che ricordi la pronuncia “Wand”. Questa immagine si chiama parola/indizio (o parola chiave, da cui il termine inglese di “keyword method). Per esempio, visualizziamo una persona di nome Wanda, oppure, se non abbiamo ben presente nessuna Wanda, usiamo l’immagine dei vandali.
  3. Adesso concentriamoci sulla visualizzazione di Wanda, o dei vandali, o di qualunque parola scelta come indizio per wand. In modo più reale possibile.
  4. Leghiamo l’immagine della parola indizio all’immagine della parola significato. Quindi per esempio, l’immagine di Wanda a quella del muro. Come? Magari immaginiamo di appiccicare un poster gigante di Wanda al muro dietro il letto. Oppure che arrivino i vandali in casa e spacchino a martellate il suddetto muro.

Ed ecco che il gioco è fatto: se vogliamo ricordare come si dice muro in tedesco visualizzi il muro dietro il tuo letto, e in maniera naturale ci vediamo mentre attacchiamo l’enorme poster di Wanda, cioè l’indizio che fa ricordare come si dice muro in tedesco: “wand”!

Perché il keyword method funziona così bene?

Perché l'immagine che rappresenta il significato della parola viene legata a un'immagine che ne ricorda la pronuncia, creando un ricordo molto più forte e stabile che con la semplice ripetizione.
Una buona keyword:
  • Deve assomigliare il più possibile alla parola target della lingua straniera. Per esempio, l'amica Wanda è una keyword molto meglio di “vandali”. Perché assomiglia di più al target “Wand” e perché è più concreta, più stabile nella memoria a lungo termine. Ma ovviamente se non abbiamo un'amica Wanda (o se non consociamo un personaggio famoso), useremo “vandali”
  • Deve essere facile da visualizzare. Per esempio, anche “vantaggio” può richiamare wand, ma rappresentarsi mentalmente l’immagine di vantaggio e poi linkarla al muro di camera tua non è facile!

Entrambe le immagini devono essere rappresentate in maniera vivida: non devono essere generiche, ma specifiche, e devono fare parte della memoria a lungo termine. Dobbiamo creare un'interazione forte fra di loro attraverso un'azione, cercando di rendere la cosa il più reale possibile: aggiungendo colori, suoni, sensazioni.

Carte

Carte1

Come memorizzare un mazzo di carte

Una delle applicazioni più strabilianti delle tecniche di memoria è la possibilita di memorizzare un mazzo di carte con estrema facilità In seguito verrà mostrato un metodo tra i più semplici, preferito dalla maggior parte degli studenti, che trova questo sistema di costruzione delle immagini per le carte più facile da imparare rispetto alla variante classica (di cui non parleremo).
I semi si chiamano Cuori, Denari, Fiori e Picche, e quindi ognuno di essi inizia con una consonante diversa. Ad ogni carta numerica corrisponde la consonante iniziale del suo seme unita alla consonante che identifica il numero corrispondente nello schema di Leibniz per la conversione alfanumerica.
Quindi per esempio:
  • Il 2 di Cuori corrisponde alle consonanti C (Cuori) e N (2), e quindi posso fargli corrispondere la parola CaNe.
  • Il 2 di Fiori corrisponde alle consonanti F (Fiori) e N (2), e gli posso quindi associare la parola FuNe.
  • Il 6 di Picche corrisponde alle consonanti P (Picche) e C (6), e gli posso far corrispondere la parola PaCe.

E così via.

Ogni carta corrisponderà quindi ad un'immagine, seguendo la tecnica di Leibniz, spiegata nel primo articolo. Ma non collegandola alla carta seguente tramite un'azione, per adesso.

Per quanto riguarda le figure invece: ai jack vengono associati degli attori, alle donne delle attrici, ai re dei registi utilizzando film che ci ricordano il concetto.
Ad esempio Salma Hayek è la regina di quadri per Frida, che è un film sulla pittrice messicana che ha interpretato.
Coppola è il re di picche perché picche = morte, e Apocalypse Now (diretto da Coppola) è un grande dramma di guerra.

Una volta imparata la corripondenza tra le figure e gli attori/attrici/registi, non ci resta che abbinare il tutto alla tecnica dei loci di Cicerone!
Creaiamo una sequenza di 26 loci, e memorizziamo quella.

NOTE:
  • Il segno delle carte di Quadri è stato chiamato "Denari" in ragione della mancanza di parole italiane aventi come iniziale la Q.
  • Personalmente, preferisco memorizzare le figure nel mazzo delle carte attraverso l'associazione a persone che conosco, per compensare le mie lacune cinematografiche. Di conseguenza, la regina di cuori sarà una donna molto dolce, alla quale sono collegati sentimenti di affetto, ad esempio potrebbe essere tua madre. La regina di picche sarà ugualmente una donna, ma dal ricordo meno piacevole, magari una professoressa particolarmente antipatica. E così via...
ESEMPI:
Dobbiamo memorizzare queste quattro carte:
  • Asso di Denari: (1=D, Denari=D) Immaginiamo di avere un DaDo tra le mani, e di lanciarlo da una mano all'altra, giocandoci...
  • 4 di Picche: (4=R, Picche=P) ...ma ad un certo punto ci cade dalle mani, e rotola in lontananza avvicinandosi al bordo di una RuPe. Pensi di averlo ormai perso, quando però...
  • Regina di Cuori: (donna buona) ...vedi apparire tua madre , correndo davanti a te in lontananza, si china per raccogliere il dado, riuscendo a recuperarlo giusto in tempo...
  • 6 di Fiori: (6=C, Fiori=F) ...portando via con sé anche un CiuFFo d'erba.

Dovremmo essere in grado, una volta imparata bene la conversione, di memorizzare l’intero mazzo in circa 5 minuti, per poi poterlo ripetere completamente in un senso o nell’altro, e di rispondere a comando quale carta si trova nella posizione X o Y.
Questo metodo per memorizzare un mazzo di carte non è il più veloce, ma è eccezionale da un punto di vista didattico: impari a costruire e utilizzare percorsi di loci, impari a padroneggiare la conversione alfanumerica, sviluppi il tuo primo piccolo schedario numerato di immagini.